A cuore aperto: intervista con Ninaì.

Qualche giorno fa abbiamo dedicato una recensione al nuovo EP “Musica In Testa” (leggi il post) pubblicato da Ninaì su Maninalto! Records.
Oggi pubblichiamo l’intervista che la cantante ci ha concesso in cui ci parla del suo progetto, di lei e del suo futuro.

D: Ciao Ninaì, innanzi tutto complimenti. “Feel It” è un brano che ha la capacità di catturarti come il canto delle sirene per attirarti verso un caleidoscopio di emozioni e di riflessioni. Ci vuoi parlare di come ti è nata l’idea e di come hai realizzato questo brano?
R: Ciao, grazie sono molto contenta di quello che mi comunichi.. “Feel it” è una trasposizione in musica molto sincera di quello che ho vissuto con alcune persone o in modo indiretto ho visto succedere intorno a me.. Credo fermamente in una comunicazione, tra esseri umani, che va al di là di parole e frasi fatte; ci sono sguardi sorrisi e gesti che molte volte possono sembrare semplici e ci arrivano come un regalo da persone che anche se lontane ci trasmettono energia positiva e sicurezza. Quando nelle parole del testo dico “dov’è rimasta la semplicità di incontrarci per caso nella tua città” è un sottolineare la mancanza di spontaneità che si può affievolire in un rapporto tra due persone. L’idea di partire con il ritornello che chiede all’interlocutore di ascoltare l’altro con il cuore e non con la mente, vuole spostare la dimensione sonora in un sentimento interiore grazie anche all’orchestrazione degli archi e al battito cardiaco in evidenza, oltre alla dolcezza del pianoforte registrato con un riverbero vintage. Dopo quest ouverture, entra in scena l’elettronica pulsante, il messaggio rimane sempre diretto, come quando qualcuno ti parla guardandoti dritto negli occhi :è una richiesta di rispetto e candore…. “ogni volta che perdi tempo e non senti che qualcosa va oltre… Ogni volta che giochi a non capire che io sono qui..”
Feel it, non era previsto in questo mio primo Ep, è arrivato nella mia testa dopo le riprese del precedente videoclip, ho fortemente sentito la necessità di scriverlo registrarlo e in scaletta ho deciso fosse l’ultimo dei quattro brani.. Le note finali che rimangono all’ascoltatore e spero il ponte che porterà alla prossima produzione. In studio c’è stata molta attenzione ai suoni, ai colori e ai riverberi per cercare di mantenere l’idea del viaggio interiore, lo immagino come una carovana nel deserto, la voce principale è stata registrata di sera, in una dimensione molto soffusa tra una tazza di the e l’altra… nel pomeriggio c’era stata una bufera di neve. Ti dico questo perché lo studio dove ho registrato l’Ep si trova immerso nelle montagne a 1100m d’altezza, non ci arrivi con la macchina,quel giorno tra neve e ghiaccio feci quasi 2km a piedi e più di 80 scalini in salita e discesa.. Quando sei lì, hai davanti a te uno spettacolo per gli occhi immerso come sei tra montagne e natura, e riesci a connetterti come in piccolo eremo con te e la musica.. Feel it racchiude in sé anche tutte queste sensazioni.. Nato dalle strade di una metropoli inglese realizzato in mezzo alla natura.

D: Ho letto da qualche parte che il brano è “nato” tra le vie di Londra. La capitale inglese è da sempre un centro gravitazionale per gli artisti soprattutto i cantanti e nel tuo pezzo si sente davvero tanto sebbene domini l’elettronica. Ti va di confermarmi, o anche smentirmi, questa sensazione?
R: Certo è vero, mi trovavo a Londra a inizio ottobre dello scorso anno, tra l’altro per me la prima in assoluto nella capitale inglese. Sono molto attratta dai centri di aggregazione culturale, dove artisti anche appartenenti a diverse forme espressive si mettono in gioco, comunicano, si stimolano a vicenda e creano i movimenti artistici del presente… Come è stato nel quartiere di Peckham a sud di Londra, uno dei più vivi sotto questo punto di vista, cammini e sei circondato da street art e scopri in ogni angolo studi di design, gallerie d’arte, live club, rooftop con dj set e shooting di moda e musica.. Ma anche qui c’è qualcosa che va oltre agli occhi.. Senti nell’aria che le idee si muovono molto veloci, gli artisti vivono il presente disegnandolo di emozioni..
La musica, come in ogni parte del mondo, descrive una cultura una mentalità fatta dalla storia che ogni nazione si porta dietro.. Dell’Inghilterra ho sempre amato il sound elettronico da Massive attack, Tricky, I primi D.J. Jungle ai più attuali Neneh Cherry & rocket number nine.. La scena acid jazz come Incognito e Jamiroquai e il pop/rock di Oasis, Blur, Kula Shaker Stereophonics etc.. Il movimento punk e suoi esponenti.. Ma anche artisti come Kate Bush, Jimmy Somerville e gli ub40 ..Ecco che essere in un ambiente dove tutte queste storie di musica creano un substrato ricco di stimoli non può che incentivare l’ossigeno e per un cantante diventa motivo di crescita.

D: “Feel It” segue la pubblicazione di “Musica in testa” un altro pezzo bellissimo che mette sul piatto un meltin pot di stili musicali che rendono il brano appetibile a tanti palati. Questo dimostra lungimiranza e passione ma anche assoluta voglia di “arrivare” al cuore delle persone.
R: Ti ringrazio uno dei miei obbiettivi più vitali è quello di arrivare al cuore di chi si avvicina alla mia musica.. Tramite una sinergia di messaggi e un sound multikulti. “Musica in testa” ha come riff portante una linea di basso ostinata unita al feelin reggae, la base di molte mie composizioni, lo scheletro su cui costruire melodie e pensieri. Mi piace filtrare il mio vocabolario di ascolti e studi nel presente delle mie giornate e di conseguenza nella mia personalità come artista. Sai la musica ha questo fascino di rigenerarsi continuamente, di rinascita di noi stessi, di evoluzione :il tutto insieme al tuo pubblico che in tempo reale scopre con te dove stai ” viaggiando” e condivide un pezzo di vita in compagnia Sono felice se un brano o un lavoro completo possa arrivare a più persone,ogni scambio è un tassello in più per la maturazione e affermazione di un musicista.

D: Domanda che propongo sempre a tutti quelli che intervisto: quanto è importante oggi fare musica d’autore in un tempo in cui la gente, soprattutto i giovani, è poco avvezza ad “ascoltare” e tanto propensa a “sentire”?
R: Guarda credo che sia molto importante continuare a buttare fuori musica inedita. Abbiamo tutti un notevole bisogno di ascoltare e scoprire nuovi artisti. Dal mio punto di vista, se dovessi immaginare anche solo per un secondo che la musica inedita è finita ora, mi sentirei mancare l’ossigeno di quello che è invece un cuore pulsante un Collettivo di persone che camminano nel mondo e poi abbracciando uno strumento fermano sensazioni..Credo che questa sia una domanda che in molti si siano posti, in ogni periodo storico o di cambiamento.. Si ha la tendenza a pensare che la musica scritta sia già talmente bella o innovativa che è impossibile una proiezione di nuova linfa, oppure che il mainstream per vendere un prodotto detti regole precise dove gli artisti non hanno voce in capitolo.. Mentre se non ti fermi alla superficie o alle apparenze scopri che non puoi paralizzare la creatività e oggi ancor più, in qualunque genere musicale, avere il coraggio di costruire il tuo essere artista vale più di ogni sacrificio che comunque questa scelta prevede.

D: Ci vuoi raccontare chi è Ninaì?
R: Ninaì è una persona che come te ha una storia, una famiglia degli amici, sogni e preoccupazioni… e un mondo come la musica dove vivere tutto questo come in una realtà parallela. Ho incominciato da piccola con un training di pianoforte classico al conservatorio, per poi iniziare molto giovane a cantare ed esibirmi in diversi contesti e generi musicali. Mi è sempre piaciuto sperimentare e mixare quello che era il mio bagaglio di ascolti ed esperienze alla ricerca della mia personalità e del mio sound.
Pur quanto ami notevolmente la voce maschile in tutte le sue sfaccettature, ho sempre seguito e approfondito esponenti donne di culture diverse. Sento molto forte, l’appartenenza alla mia femminilità, e credo che pur quanto la musica e le emozioni non hanno sesso, ci siano delle strade e delle visuali che per sensibilità diversa possano prendere altre sfaccettature. Ecco che nei miei brani pongo particolare attenzione a vedere il mondo con questi occhi. In questo periodo della mia vita, stò componendo molta musica inedita, ogni brano è una scoperta e una sfida con me stessa… Canto, pianoforte e composizione : viaggiano tutte sulla stessa lunghezza d’onda, una parte di me ha estremamente bisogno dell’altra per esistere.

D: Due singoli già pubblicati e un EP. Dobbiamo aspettarci altro dal tuo futuro; non so magari un LP o un tour?
R: Per ora cerco di rimanere “On Air”. Si c’era l’idea di portare in giro con un Live il mio EP ed altre mie composizioni, proprio a febbraio, appena dopo l’uscita sulle piattaforme digitali, avevo iniziato a provare con la band e ad arrangiare i brani.. Poi quasi all’improvviso questo netto cambiamento di vita dovuto alle restrizioni per coronavirus, ha cancellato concerti e interviste/live e radio. In cuor mio il Live è solo rimandato, nel presente non voglio perdere il contatto live tramite streaming e dirette.
Per quanto riguarda la prossima uscita, mi piacerebbe rimanere sull’onda del EP (dai tre ai cinque brani al massimo) e magari ogni tanto uscire con un singolo unito a un videoclip. Trovo bello far uscire frammenti di vita ravvicinati tra loro , si cambia talmente tanto tutto è così imprevedibile che credo che fermare nel tempo dei cortometraggi di noi sia più stimolante. Sono felice che in questo periodo la mia musica circoli nel web, mentre compongo e scrivo nuovi testi.

PW: Grazie mille del tempo che mi hai dedicato e ancora complimenti.
Ninaì: Grazie mille a te!


Nota: L’intervista è stata realizzata grazie a Marta Scaccabarozzi di 19 Media Agency che ringraziamo per la preziosa collaborazione.

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