“Alone Today” ecco il nuovo singolo di Felix Rovitto

Uscito lo scorso 15 febbraio 2020, “Alone Today” è il nuovo singolo di Felix Rovitto che continua il suo percorso artistico nel mondo alternative indie italiano con un altro tassello importante.

Il singolo è una bella canzone che non nasconde il background “americano” del nostro Felix, già ampiamente assaporato nel precedente EP “Words Are Safe”, con sonorità molto vicine ai primi Pearl Jam e a tutto il movimento di Seattle soprattutto per quanto riguarda l’aspetto vocale. Tuttavia, non è poi un peccato farlo, il sound di “Alone Today” mette in mostra anche risvolti vagamente britannici. Il risultato, lo scoprirete ascoltando, è una canzone che abbraccia tutto il mondo rock d’autore dove la voce dell’artista si sposa benissimo nel raccontarci come la solitudine possa diventare la valvola di sfogo per la frustrazione, soprattutto dopo la fine di un rapporto, oltre che una leva per ripartire e credere nel futuro. Una canzone per capire meglio se stessi ma anche il mondo che ci circonda.

Ascolta il brano qui:

Il singolo è anche accompagnato da un bellissimo videoclip registrato nel gennaio del 2020 dal regista Iacopo Barattieri a Salsomaggiore Terme (PR), città natale di Felix Rovitto. Nella realizzazione del singolo l’artista si è avvalso della produzione di Francesco Rabaglia (Big Pine Creek Recording Studio). Hanno suonato Francesco Tanzi (batteria, piano elettrico), Giordano Lori (basso elettrico) e Leonardo Cavalca (configurazione e sound batteria).

Guarda il video qui:

Felix Rovitto ha anche accettato di rispondere ad alcune domande a proposito di sé, del suo progetto e del suo futuro.

D: Ciao Felix, “Alone Today” è una canzone che racconta una storia di sentimenti interrotti e di solitudine. Ce ne vuoi parlare?
R: Guarda, la canzone l’ho scritta una sera di ottobre in una camera d’albergo a Parigi, dove mi trovavo per una trasferta di lavoro. Avevo un “motivetto melodico” in testa, ed in una sera mi sono venute in mente quelle parole. L’ho scritta pensando ad una situazione di coppia “problematica”, dove alcuni disaccordi e “misunderstandings” di coppia sfociano in un punto di “non ritorno”. Mi piace la maggior parte delle volte affrontare il tema dell’amore/innamoramento nelle sue parti più “complicate”

D: La prima cosa che salta all’occhio è il sound prettamente ispirato dall’alternative rock americano tipicamente anni Novanta che ricorda i primi Pearl Jam almeno nel loro aspetto più narrativo e meno grunge. Cosa puoi dirci a proposito?
R: Beh, chiunque mi conosce bene sa perfettamente che adoro il grunge, in primis i Nirvana, ma a prescindere tutte le band di questa ondata! Quindi, a volte volontariamente a volte no, le canzoni hanno un  “background” che si appoggia di base a questo genere

D: Però, come ho già detto in precedenza, sotto certi aspetti si evince un suono che ha anche radici britanniche. Apparentemente due generi in contraddizione che però nel singolo si sposano alla perfezione. È così?R: Sì, diciamo che gli anni ’90 chiaramente sono i miei preferiti musicalmente parlando, anche perché vuoi o non vuoi la musica che ti resta più impressa è sempre quella della tua adolescenza. Sia da musicista che da semplice ascoltatore, mi diletto ad ascoltare qualsiasi cosa, dal rock al reggae, passando anche per la classica, jazz, blues ecc., mi piace di tutto. Ma gli anni ’90 in assoluto sono un must. Non dimentico però che, negli anni ’80, da bambino, la mia passione in ASSOLUTO erano Michael Jackson e Madonna (non ti nascondo ancora oggi!)

D: La canzone è accompagnata da un bellissimo video – dio salvi il bianco e nero – che è stato realizzato nella tua città. Quanto l’aspetto geografico ha contribuito alla stesura del brano e alla realizzazione del video?
R: La location di Salsomaggiore Terme non era contemplata inizialmente in fase di stesura del brano; l’idea iniziale era un video più “fantastico”, dove la ragazza scelta, Ikram Didi, salendo una scalinata si sarebbe dovuta ritrovare, tramite effetti grafici, in altri posti bizzarri e inventati col computer. Dopo aver ragionato bene con Iacopo Barattieri, il regista, abbiamo optato per l’opzione “Salsomaggiore by night”, e devo ammettere che la mia città è una location perfetta per un videoclip

D: Come mai hai scelto di scrivere in inglese? Non pensi che il messaggio possa non arrivare immediatamente all’ascoltatore soprattutto oggi dove la gente è sempre meno disposta ad “ascoltare” e sempre più propensa a “sentire”?
R: Sì, è vero: essendo in Italia, forse sarebbe più giusto cantare in italiano, per arrivare ad un pubblico più ampio…, ma perché darsi dei limiti? La musica è un bene universale, ed indipendentemente dalla lingua utilizzata, credo che la cosa più importante sia esprimere emozioni nell’ascoltatore. Credo che il brano perfetto sia quello che suscita almeno un’emozione, che sia bella ma volendo anche brutta e sgradevole. Se un brano non ti suscita nessuna emozione, né in positivo né in negativo, non ha fatto centro. Concludo dicendoti qualcosa a livello più personale: preferisco l’inglese perché in primis è la lingua dei miei musicisti preferiti;  in secondo luogo perché ritrovo meglio coordinare il mio timbro con l’inglese, rispetto all’italiano; in terzo luogo, mi piace scrivere testi a volte “non sense”, a volte autobiografici ma a volte anche di libera interpretazione, e l’inglese dal mio punto di vista è perfetto per creare questo “effetto”

D: E qui scatta la domanda di rito: Secondo te in questo mondo 4.0 quanto è importante fare musica d’autore?
R: A prescindere dal periodo in cui si vive, la musica è una forma d’arte, e come tale la reputo sempre importante. Non mi sento “alla moda” con quello che sto facendo, ma onestamente: è quello che ho voglia di fare, cerco di farlo al meglio delle mie possibilità, e conquistare una fetta di pubblico più o meno ampia è sempre una soddisfazione grande

D: Ora parliamo un po’ di te. Chi è Felix Rovitto?
R: ahah, domanda super complicata, potrei dirti a seconda dei momenti tutto o niente ahahah. Sono forse a volte mio malgrado un gran sognatore (te lo dico nel senso adolescenziale del termine), ma che cerca di muoversi sempre con i piedi per terra. Anche nelle difficoltà più importanti, cerco sempre la “speranza”, quel qualcosa che dia stimoli positivi per “saltarci fuori” bene o male in qualsiasi situazione. In pochissimissime parole: sono un impiegato con una mega passione per la musica sin da bambino (come ti dicevo prima, per colpa di Michael Jackson e di Madonna), e che per colpa di Kurt Cobain e dei Nirvana ha deciso di imbracciare una chitarra. Da lì, e dopo vari anni con varie band, eccoci qua!

D: Dopo la pubblicazione di “Alone Today” magari arriveranno altri singoli e poi magari un LP. Senza sbottonarti troppo ci puoi parlare dei tuoi progetti futuri?
R: Posso sbottonarmi senza problemi: se non fosse per la situazione che tutti stiamo purtroppo vivendo, sarei già in studio coi miei soci Francesco Tanzi e Giordano Lori per registrare l’album, dal mio producer Francesco Rabaglia/Big Pine Creek Recordings – Parma. Per il momento, il tutto è solo rimandato.., nel frattempo, in questa quarantena, ci si dedica a nuove canzoni.

Grazie di cuore del tempo che ci hai dedicato e complimenti.

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