#Discover: Fuori Tempo Massimo by I Rudi

Metti una notte insonne, una di quelle che chiama la musica. Musica nuova, qualcosa che, forse colpevolmente, non hai mai sentito prima. Insomma una necessità primordiale di scoprire anche se sai che arrivi in ritardo.

Una delle cose buone delle piattaforme musicali sul web è quella di avere un algoritmo che ti studia in base alle ricerche che fai e, ogni tanto, ti tira fuori dal cilindro una chicca, come in questo caso.

Tra beat italiano e British Invasion, ecco che mi si balza davanti “Fuori Tempo Massimo” il secondo l’LP del trio milanese de’ I Rudi. Apriti cielo! Dio salvi la Regina e la musica di questa band e pace in terra a chi conosceva già Gabriele Bernardi, Stefano Di Niglio e Silvio Bernardi. E fulmini e saette a chi, come me, ne ignorava l’esistenza.
La storia della band inizia nel 2010, e nel 2013 restano in tre ma, a loro, va bene così. Fanno una scelta coraggiosa ed escono con EP che spacca il cielo in due. Cioè ragazzi si può suonare al massimo quasi come gli Who senza uno che maneggi una chitarra? Evidentemente no? E invece sì. Annuncio importante: la band non ha la chitarra!

Veniamo all’album.

Nove brani inediti che si fondono in diversi stili e influenze che vanno dai già citati beat e British Invasion al garage primordiale con qualche punta di soul e un britpop nascosto tra le righe di canzoni che spostano l’asticella, e quindi anche delle aspettative, ad un livello più alto della media. Presuntuosi? Assolutamente sì, ma nel senso buono del termine. Se vuoi emergere devi superarti e superarsi vuol dire essere presuntosi allora ben venga.
Un altro aspetto che mi ha colpito è il divertimento. Tra le altre cose infatti, quello che salta fuori da questo disco, è il piacere di suonare e cantare quello che piace a loro prima che a noi. La musica, prima di tutto, è divertimento vero, umano, poi vengono gli algoritmi e le piattaforme online.
Chapeau alla rilettura di “Lost Woman” dei Yardbirds che nell’album diventa la bellissima “Disperata”; una canzone che dimostra quanto sia ambizioso il lavoro dei I Rudi che sono riusciti nell’intento di non produrre un’ennesima “operazione nostalgia” che, probabilmente, sarebbe naufragata nell’Oceano.

Il disco segue un po’ le basi gettate nel precedente “Nient’altro Che Routine” uscito nel settembre 2015 su Ammonia Records. Tuttavia in questo nuovo lavoro si sente e si percepisce il lavoro di ricerca e di sviluppo che ha portato ad una gestazione quadriennale; tantissimo per una seconda uscita, pochissimo se pensiamo a quanto sia azzeccato il disco. Stile decisamente innovativo dove le tastiere sixties la fanno da padrone su una base ritmica che si “irrudisce” – citazione rubata dal sito areapirata.com – nell’asse basso-batteria. A completare l’opera c’è l’ambizione di aver fatto un disco che “dice qualcosa” attraverso i testi che raccontano della vita di tutti i giorni e delle difficoltà di tutti i giorni.

“Fuori Tempo Massimo” è uscito nel febbraio 2019 su Area Pirata ed è disponibile in vari supporti.


Ascolta qui: Disperata

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