… And Don’t The Kids Just Love It by Television Personalities

Lo abbiamo detto mille volte ma serve ripeterlo: nel 1977, i Sex Pistols andavano alla grande e in tanti si sentirono in dovere di provarci. Uno di questi fu Dan Tracey che in quell’anno fondò i Television Personalities una band che in realtà non era una band.

All’epoca Tracey abitava al 7° piano di un palazzo situato in King’s Road, nel quartiere di Chelsea, a Londra; solo questo vi dovrebbe dire qualcosa. Non è quindi un caso che il suo primo singolo si intitolava “14th Floor”, una canzone che descriveva lo squallore di vivere una vita senza senso. Niente di nuovo dato il periodo di cui stiamo parlando, tranne per il fatto che i racconti di Tracey erano così carichi di ironia e sarcasmo da delineare un nuovo modo di fare “punk”.

Non era facile essere un membro dei Television Personalities dato che non esisteva una vera e propria linea artistica. I membri, spesso turnisti, dovevano essere pronti a rispondere nella maniera corretta ai primi accordi lanciati dal leader e molto spesso le canzoni nuove nascevano appunto da intuizioni di Tracey durante i live e non da sessioni di registrazione in sala prove. Più DIY di così… e molto più punk di certe sessions dei Pistols, no?

Tuttavia, in un periodo in cui punk aveva lanciato la sua sua crociata contro le convenzioni, vedere i Television Personalities uscire con un album carico di riflessi psichedelici e melodie sixties non giovò alla causa. Già dalla scelta della cover che raffigurava due icone degli anni Sessanta: Patrick Mcnee, John Steed nella popolare serie “The Avengers”, e Twiggy, la diva della Swinging London. Figuriamoci poi citare un tale di nome Syd Barrett.

L’album non riscosse il successo sperato nel Regno Unito per questo e per altri motivi. Il principale fu perché risultò troppo arrangiato rispetto ai primi rozzi e ingenui singoli. Persino un mostro di lungimiranza come John Peel si rammaricò del fatto che la band “fosse cresciuta troppo”. Il disco incassò molte più attenzioni negli Stati Uniti dove il vecchio sound punk stava lasciando il posto a band come i Dream Syndacate o i Rain Parade più inclini a sonorità psichedeliche.

And Don’t The Kids Just Love It è comunque il tipico esempio di standardizzazione; una prassi comune quando si aprono scenari musicali. Tutto quello che usciva in quel periodo era classificato come “punk” o “post-punk” e così il disco si perse in quell’immenso calderone. Se poi aggiungiamo che non venne nemmeno accettato dai punk stessi, dato che nelle canzoni c’erano molti richiami alla psichedelia degli anni Sessanta, il gioco è fatto.

Secondo il mio modesto punto di vista, questo album è molto più punk di tanti altri pubblicizzati come tale. Ma questo è solo un’opinione.

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