Fuori nevica…

Mi alzo dal divano e stancamente mi trascino verso il giradischi. Il fruscio prodotto dalla puntina dopo che il pick-up è giunto alla fine della sua corsa è dannatamente fastidioso. è domenica, il giorno del riposo. Sarà mai possibile che non abbiano ancora inventato un giradischi che cambi lato da solo? Oggi è il giorno che più aspetto anche se, a pensarci bene, ogni giorno quando mi sveglio penso che sia domenica. Sono le 18:45, tra poco più di un quarto d’ora arriva la pizza, dovrei farmi una doccia ma non ne ho voglia. Sono stanco, annoiato e svogliato. Ho dormito 13 ore ma sembra non siano abbastanza.

La musica riparte e un tintinnio di suoni acustici produce una ballata che sembra scritta apposta per quelli come me che non hanno, o che non hanno ancora trovato, un senso. Elegante e allo stesso semplice la musica riempie la mia stanza creando un’atmosfera rilassante ma allo stesso opprimente. Il mio udito è obbligato ad affinarsi perché tra le note si celano un’infinità di strati sonori, uno diverso dall’altro che nell’insieme sembrano perdersi, fondersi, nascondersi. Sarebbe un peccato lasciarseli sfuggire.

Le note e le parole si susseguono e le canzoni di The Man Who scorrono come scorrono i secondi; inesorabili. La mano di quel genio di Nigel Godrich si sente eccome. è come se avesse preso l’animo tribolato di Thom Yorke ai tempi d’oro dei Radiohead per impiantarlo nel cervello di Fran Healy. Sembrano lontani i tempi Good Feeling, album che esplodeva rilasciando grinta e gioia fanciullesca; ormai siamo adulti, è tempo di riflettere della vita, del domani, del ieri e di come sia bella la domenica a non far nulla.

Non ho voglia ma vado alla finestra e mi accorgo che fuori una sottile coltre di neve ha ricoperto il terreno. Dal cielo scendono i fiocchi zig zag come se fossero spinti dal vento prodotto da “Slide Show”. Sembra impossibile ma quando toccano terra producono un suono, sordo ma che provoca la pelle d’oca un po’ come la tastiera di “As You Are”. All’improvviso una forte voglia di whisky mi assale; mi torna in mente quella canzone che si intitola “Why Does It Allways Rain On Me?”. Tutte quelle domande senza risposte e tutta quell’ansia che ho deciso di seppellire sotto quella sottile coltre di neve.

Perché i fulmini mi colpiscono anche nelle giornate di sole?

Sono solo, sento il freddo e la mia pigrizia ha rallentato anche la circolazione del sangue. Quasi non mi accorgo che il disco è alla fine finché quel fastidioso fruscio torna a violentarmi i timpani. Ora suonano alla porta. Deve essere la pizza. Il whisky dovrà aspettare così come dovranno aspettare le mie tribolazioni.

6 risposte a "Fuori nevica…"

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