Dirty Words by The Departure

Correva l’anno 2003 quando David Jones decise di “mettere su” una band con l’amico Sam Harvey. Il primo abbozzo di quello che poi diventeranno i The Departure vide la luce in quel di Northampton, città del Northamptonshire, quando i due amici reclutarono Ben Winton (basso), Lee Irons (chitarra) e Andy Hobson (batteria).

Affascinati dal post-punk, soprattutto quello degli Echo & The Bunnymen e dei Joy Division, la band iniziò a comporre musica “propria” ispirandosi proprio al genere tanto caro. Nacque per prima “Changing Pilots”, una canzone che si arrotola attorno al suo giro di basso mentre la voce di Jones ci riporta alla mente il timbro baritonale proprio di Curtis. I The Departure vengono così notati dalla Parlophone che in breve tempo li scrittura per la pubblicazione di un album.

La band era ancora al lavoro per trovare la giusta amalgama ma di fronte ad un occasione del genere era impossibile tirarsi indietro. Tuttavia i tempi erano dannatamente stretti e tutti si dovettero rimboccare le maniche per realizzare l’album nei tempi previsti. La casa discografica mise a disposizione della band la produzione di Steve Osborne (Suede e New Order) e il mixaggio di Alan Moulder, dimostrando molto interesse nel progetto.

Nasce così Dirty Words, un album sorprendente nella sua linearità che rispecchiava in pieno la gradazione ascendente dei suoi testi. Vista la concorrenza del periodo (The Bravery, The Rakes, Maximo Park e compagnia briscola) la band dovette ingegnarsi per promuovere un disco “diverso” rispetto al normale standard del periodo.

Scelsero di farlo pubblicando due singoli come “All Mapped Out” e “Be My Enemy” con i loro riffs di chitarra, ora infuocati ora sincopati seconda la necessità del testo. Tuttavia le vere chicche dell’album furono “Just Like TV”, canzone capace di nascondere sotto la potenza delle chitarre un perfetto chorus da stadio in linea con le tradizioni britanniche degli anni ’90, e “Arms Around Me” brano che attingeva dagli eighties, altro grande lustro della musica made in UK.

Insomma, Dirty Words, fu un gran bel debutto a cui però Jones e soci non riuscirono a dare un seguito sebbene avessero già pronte le demo per un secondo album. I contrasti con i dirigenti della Parlophone segnarono il destino della band che il 31 gennaio del 2008 si sciolse. Peccato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: