Anch’io avrei voluto camminare a testa alta…

Ho sempre avuto un vizio: quello di camminare a testa bassa. Non ce l'ho mai fatta. Sarà stata un po' di timidezza, un po' di soggezione ma ho sempre fatto così e ancora oggi lo faccio. Avrei voluto essere come quello spocchioso - e magrissimo - protagonista di quel video che tanto andava di moda... Continue Reading →

La Cantante dell’anno 1981

Mi ha incuriosito molto la pubblicazione di un post dedicato ad un sondaggio effettuato nel 1981 dal magazine Smash Hits su quale fosse la "cantante dell'anno" secondo i lettori della rivista. Quello che ne salta fuori è una bella fotografia di quali fossero i gusti dell'epoca ma soprattutto di come il punk, ormai diventato post-punk,... Continue Reading →

Storie di grandi canzoni: Baba O’Riley by The Who

Gli anni '70 segnano il primo grande cambiamento della band che smette i panni Mods e si avvicina più al mondo del rock, al tempo, definito come hard. Lo spartiacque è sicuramente Tommy, la prima rock opera ideata e realizzata da Pete Townshend nel 1969. Nello stesso periodo gli Who diventano anche psichedelici; effetto sovralimentato... Continue Reading →

Engineers by Engineers

Per il consueto spazio dedicato al Once Upon A Time torniamo al 2005 quando uscì: Engineers, l'album di debutto dell'omonima band londinese. Catalogato subito come album shoegaze (o dreampop) Engineers toccò le corde di molti ascoltatori per il suo carattere gentile e per le sue canzoni orecchiabili. Così, a differenza di altri mostri sacri del... Continue Reading →

Storie di grandi canzoni: Gas Panic! Oasis

Ho sempre ritenuto "Gas Panic!" una delle canzoni più belle e più significative mai scritte da Noel Gallagher. Sebbene non sia stata scelta come singolo di lancio di Standing On The Shoulder Of Giants, album che rappresenta il cambiamento per gli Oasis, la canzone parla proprio di questo: di un cambiamento. Noel la scrisse dopo... Continue Reading →

Space Museum: un piccolo gioiello della minimal wave.

Gli Space Solid sono passati così velocemente nel firmamento post-punk che sono in pochi a ricordarsi di loro. Quei pochi sono i fortunati che nel 1982, o giù di lì, hanno acquistato la musicassetta del loro unico album: Space Museum. Matthew 'Maf' Vosburgh e Dan Goldstein fondarono i Space Solid nel 1980 e due anni... Continue Reading →

Ma se Heathen Chemistry fosse l’album migliore degli Oasis?

Il 1° Luglio 2002 usciva Heathen Chemistry, cioè il quinto album degli Oasis, introdotto dall'uscita dei singoli "The Hindu Times" e "Stop Crying Your Heart Out", due canzoni che lasciavano presagire che il nuovo album fosse un prodotto d'eccellenza, una sorta di ritorno alle origini dopo la "deviazione sperimentale" di Standing On The Shoulder of... Continue Reading →

Non è mai troppo tardi…

... storia di un amore scoppiato in tarda età. Scoprii di Patti Smith solo quando Patti Smith aveva già deciso di smettere i panni della cantautrice per vestire quelli della scrittrice - per altro bravissima - di romanzi e poesie. La conobbi un giorno, quando vagando per una landa desolata, la radio passò "People Have... Continue Reading →

Avrebbero potuto tornare, scelsero di non farlo

Ammetto che l'uscita di Be Here Now nel 1997 mi lasciò un po' sbigottito. Perché? Perché era un album che suonava diverso dai precedenti due, cioè quelli che mi avevano fatto innamorare della musica dei Gallaghers e, forse, del britpop. Tuttavia, sebbene sia stato - anche da me - un album criticato, quello era il... Continue Reading →

#OnceUponATime: Siouxsie’s Obsession

"A Kiss In A Dreamhouse" è il quinto album di Siouxsie and the Banshees pubblicato nel 1982. Oltre il post-punk grazie alle sue influenze psichedeliche oltre ad altre innovazioni musicali, l'album è secondo la critica è uno dei migliori dell'intera discografia della band inglese. Attorno alla sua realizzazioni ci sono diverse storie curiose, tra queste... Continue Reading →

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